Doppia materialità: come individuare i temi davvero rilevanti
- Finnovationsrl

- 21 lug
- Tempo di lettura: 2 min
Con l'entrata in vigore della Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) e degli European Sustainability Reporting Standards (ESRS), il tema della doppia materialità è diventato il fondamento metodologico su cui si costruisce l'intero processo di rendicontazione non finanziaria. Si tratta di un esercizio analitico strutturato, capace di determinare quali temi di sostenibilità un'impresa è tenuta a rendicontare e con quale livello di dettaglio.
Il principio di doppia materialità richiede alle imprese di valutare la rilevanza di un tema di sostenibilità secondo due prospettive distinte ma complementari.
La prima è la materialità di impatto (inside-out) che riguarda gli effetti, reali o potenziali, positivi o negativi, generati dall'attività dell'impresa sulle persone e sull'ambiente lungo l'intera catena del valore: in questo caso la valutazione considera la gravità dell'impatto e, quando si tratta di impatti potenziali, la probabilità che questi si verifichino.
La seconda prospettiva è la materialità finanziaria (outside-in) che riguarda invece l'influenza che i fattori di sostenibilità esercitano, o potrebbero esercitare, sulla situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell'impresa, sui suoi risultati e sui suoi flussi di cassa nel breve, medio e lungo periodo.
Un tema di sostenibilità è considerato materiale, e dunque oggetto di rendicontazione, quando risulta rilevante sotto almeno una delle due prospettive appena descritte.
Le due dimensioni sono a se stanti: un tema può risultare materiale solo dal punto di vista dell'impatto, solo da quello finanziario, oppure da entrambi contemporaneamente.
Il processo per costruire una matrice di materialità segue queste fasi:
Analisi del contesto: comprensione della catena del valore e del settore di appartenenza.
Coinvolgimento degli stakeholder: consultazione di dipendenti, clienti, investitori e comunità locali.
Valutazione e Prioritizzazione: classificazione degli impatti, dei rischi e delle opportunità (IRO).
Approvazione: definizione dei temi materiali da integrare nel piano strategico aziendale
L'analisi di doppia materialità costituisce un passaggio fondamentale dell'intero bilancio di sostenibilità, poiché da essa dipendono aspetti tutt'altro che secondari. Determina anzitutto la selezione degli standard tematici e dei relativi requisiti informativi da includere nel report, dal momento che ogni requisito informativo, va rendicontato solo se il tema sottostante risulta effettivamente materiale.
Da essa dipende inoltre la coerenza tra la narrazione strategica dell'impresa e i dati quantitativi presentati: eventuali disallineamenti possono compromettere l'affidabilità del documento agli occhi degli stakeholder e dei soggetti incaricati dell'attestazione di conformità. Non da ultimo, la solidità di questa analisi determina la difendibilità dell'intero processo in sede di assurance, poiché il revisore incaricato è tenuto a valutare il rigore metodologico dell'analisi di materialità, e non soltanto i risultati finali che ne derivano.
Un'analisi di materialità condotta in modo superficiale espone l'impresa a un duplice rischio: da un lato l'omissione di temi effettivamente rilevanti, con conseguenze in termini di non conformità e di reputazione; dall'altro l'inclusione indiscriminata di temi non realmente materiali, che appesantisce inutilmente il report e ne riduce la leggibilità e l'efficacia comunicativa.
L'analisi di doppia materialità rappresenta oggi il vero banco di prova della qualità e della credibilità della rendicontazione di sostenibilità di un'impresa. Un processo condotto con rigore, adeguatamente documentato e radicato nel coinvolgimento degli stakeholder non si limita a garantire la conformità agli ESRS, ma consente all'impresa di orientare in modo consapevole le proprie priorità strategiche, individuando con precisione i temi su cui concentrare risorse, obiettivi e piani d'azione.
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