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Audit e assurance esterna del report

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  • 3 ore fa
  • Tempo di lettura: 2 min

L’evoluzione della normativa europea sulla sostenibilità ha trasformato la rendicontazione ESG da volontaria a progressivamente obbligatoria e soggetta a verifica indipendente. L’Unione Europea ha introdotto direttive e standard di rendicontazione per aumentare la trasparenza e coinvolgere un numero crescente di imprese.


La Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD – Direttiva 2022/2464/UE) rappresenta oggi il principale riferimento normativo europeo in materia di reporting di sostenibilità, sostituendo la precedente Direttiva 2014/95/UE (NFRD). Recepita in Italia con il D.Lgs. n.125/2024, la direttiva mira a migliorare la trasparenza delle informazioni ESG delle imprese introducendo obblighi vincolanti di disclosure, standardizzazione dei dati e verifica indipendente delle informazioni di sostenibilità.

Il 16 dicembre 2025 il Parlamento europeo ha approvato il cosiddetto “pacchetto Omnibus”, un’iniziativa legislativa finalizzata ad armonizzare e semplificare il quadro europeo in materia di rendicontazione di sostenibilità e due diligence. Se nella sua versione iniziale la CSRD si applicava a circa 50.000 imprese, con le modifiche introdotte dal pacchetto Omnibus il numero dei soggetti obbligati è stato sensibilmente ridotto.

Tra le principali novità si evidenziano l’innalzamento delle soglie dimensionali per l’applicazione della direttiva, che riguarderà principalmente imprese con oltre 1.000 dipendenti e circa 450 milioni di euro di fatturato annuo; la semplificazione degli European Sustainability Reporting Standards (ESRS) e la limitazione degli obblighi lungo la catena del valore, evitando che le imprese soggette alla direttiva trasferiscono oneri informativi alle aziende più piccole con cui collaborano.

Le imprese interessate dalla CSRD devono rendicontare le informazioni ESG secondo gli standard ESRS, integrandole nella relazione sulla gestione e presentandole nel report di sostenibilità in formato digitale XHTML. È inoltre prevista la verifica indipendente delle informazioni da parte di revisori incaricati di garantire l’affidabilità dei dati attraverso un processo di assurance.


In questo contesto assume particolare rilievo la figura del revisore della sostenibilità, incaricato di verificare l’attendibilità delle informazioni ESG diffuse dalle imprese. L’attività costituisce un incarico di assurance distinto dalla revisione legale e si basa su standard internazionali come l’ISAE 3000 (Revised).

Il revisore valuta l’adeguatezza dei processi di raccolta e controllo dei dati ESG, la coerenza tra rischi e impatti individuati, la corretta applicazione degli standard ESRS e l’integrazione delle informazioni di sostenibilità nei sistemi di controllo interno. Le verifiche includono analisi documentali, test sui controlli e controlli di coerenza sugli indicatori chiave.

La CSRD introduce inoltre due livelli di assurance: la limited assurance, attualmente prevista, e la reasonable assurance, che entrerà progressivamente in vigore dal 2028, comportando verifiche più approfondite e un grado di affidabilità significativamente maggiore.

La competenza tecnica e la responsabilità del revisore risultano determinanti per garantire l’affidabilità dei dati e consentirne l’utilizzo da parte di soggetti esterni.


Finnovation Srl offre un servizio di consulenza ESG e rendicontazione di sostenibilità. Inoltre, grazie alla collaborazione con Revione Srl supporta le imprese nella revisione dei bilanci di sostenibilità.


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