UNI/PdR 192:2026 – Sistema di gestione per la conciliazione tra vita familiare e lavoro
- Finnovationsrl

- 21 apr
- Tempo di lettura: 2 min
Il 14 aprile 2026 è stata pubblicata la UNI/PdR 192:2026, un sistema di gestione per conciliare vita familiare e lavoro. Ispirata alla UNI/PdR 125:2022 relativa alla parità di genere, la prassi offre alle organizzazioni una cornice operativa chiara per trasformare le politiche di welfare e conciliazione in un percorso strutturato e certificabile.
La UNI/PdR 192 si fonda su Cinque pilastri:
Politica aziendale formalizzata a sostegno di maternità, paternità e carichi di cura;
Gruppo di lavoro interno multidisciplinare guidato da una figura responsabile;
Piano strategico con obiettivi misurabili, aggiornato annualmente e costruito in modo partecipato;
Azioni concrete su cultura aziendale, selezione, carriera, genitorialità e organizzazione del lavoro;
Monitoraggio tramite KPI, audit interni secondo UNI EN ISO 19011 e riesame della direzione.
La conformità si misura attraverso 7 KPI, qualitativi e quantitativi, con valutazione esterna applicabile a organizzazioni private di ogni dimensione. Microimprese (1-9 unità) e piccole imprese (10-49 unità) devono raggiungere un punteggio minimo del 50% con almeno 1 KPI quantitativo soddisfatto, mentre le medie imprese (50-249 unità) e le grandi imprese (250+ unità) un punteggio del 60% con almeno 2 KPI quantitativi.
Adottare la UNI/PdR 192 significa rivedere l'intero ciclo di vita del RAPPORTO DI LAVORO: dalla selezione (abolite domande su matrimonio, gravidanza o responsabilità di cura) alla gestione della carriera (parità retributiva e sviluppo non discriminatorio), dai congedi con programmi di back to work ai servizi concreti (asili nido aziendali, voucher sportivi, spazi allattamento, convenzioni per l'assistenza agli anziani non autosufficienti).
Anche la FLESSIBILITÀ diventa parte del cambiamento: almeno il 50% degli addetti deve poter beneficiare di flessibilità oraria, lo smart working deve coprire il 20% delle posizioni eligibili nelle piccole imprese e il 40% nelle medie-grandi.
Sul tema della GENITORIALITÀ, la prassi innalza significativamente il livello di coinvolgimento dei padri, prevedendo che almeno il 65% degli aventi diritto usufruisca del congedo di paternità e che, nel primo anno di vita del figlio, venga fruita una media di 35 giorni di congedo parentale.

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