Principi di sostenibilità: i data point dell'EFRAG

Il 28 agosto 2026 l'EFRAG (European Financial Reporting Advisory Group) ha pubblicato l'elenco completo dei data point relativi agli European Sustainability Reporting Standards (ESRS) revisionati. Si tratta di un passaggio operativo importante per chi si occupa di rendicontazione ESG, perché traduce il linguaggio normativo degli standard in uno strumento concreto e utilizzabile nella pratica quotidiana di raccolta e verifica dei dati.
La revisione non stravolge l'impianto originario previsto dal Regolamento delegato (UE) 2023/2772, che resta composto da 12 standard di cui due trasversali (ESRS 1 ed ESRS 2) e dieci tematici distribuiti tra le aree ambientale, sociale e di governance.
Sul piano sostanziale la revisione risponde ai sei obiettivi dell'Omnibus I, pacchetto normativo dell'UE volto a semplificare gli obblighi di rendicontazione ESG e il dovere di diligenza per ridurre il carico burocratico delle imprese e rafforzare la competitività:
eliminare i dati meno rilevanti ai fini della rendicontazione generale
dare priorità ai dati quantitativi rispetto ai dati qualitativi
distinguere più chiaramente tra dati obbligatori e volontari
chiarire l'applicazione del principio di materialità
rafforzare la coerenza con le altre norme UE
garantire, dove possibile, l'interoperabilità con gli standard internazionali di rendicontazione
Rispetto ai primi tre obiettivi, la lista pubblicata dall'EFRAG diventa uno strumento di supporto diretto sia per chi redige il bilancio di sostenibilità sia per il revisore legale della sostenibilità nell'individuazione dei datapoint effettivamente richiesti.
Con quest’ultima revisione:
L'ESRS 1, standard che definisce i criteri costruttivi della rendicontazione, rafforza l'impianto metodologico su doppia materialità, catena del valore e presentazione dell'informativa.
L'ESRS 2, che stabilisce le informative generali applicabili a tutte le imprese, viene semplificato: le disclosure trasversali diventano più snelle e il collegamento tra governance, strategia, processo di materialità e struttura complessiva del reporting risulta più coerente.
Per ciascuno standard l'EFRAG specifica otto elementi:
l'identificativo univoco del dato, che ne consente indicizzazione e tracciabilità
il riferimento normativo puntuale (standard, requisito informativo, paragrafo)
le indicazioni correlate a materiali interpretativi che riducono le ambiguità di interpretazione
le disaggregazioni richieste, che definiscono il livello di granularità atteso
la tipologia del dato (narrativo, semi-narrativo, monetario, quantitativo, percentuale, intero o decimale)
la condizionalità o le modalità di presentazione alternativa
i collegamenti con altre normative (Appendice A, SFDR, Pilastro 3, indici di riferimento)
le tempistiche di applicazione graduale per classi di imprese.
Questi otto elementi costituiscono la base metodologica dell'intero processo di rendicontazione che, a differenza del bilancio d'esercizio, dove prevale la compilazione, richiede una selezione motivata dei dati applicabili.
Il processo suggerito si articola in sette passaggi che vale la pena avere ben presenti già in questa fase di impostazione del lavoro.
Definizione del perimetro di rendicontazione, per evitare sia omissioni sia raccolte dati eccessive
Individuazione dei dati informativi pertinenti distinguendo tra requisiti generali e le diverse strutture di gestione previste dall'ESRS 2 (politiche, azioni, target, metriche)
Verifica dell'applicabilità sostanziale: i campi di condizionalità vanno trattati come veri filtri decisionali, e ogni esclusione andrebbe motivata e documentata come evidenza metodologica
Progettazione della raccolta del dato, che dipende dalla tipologia (quantitativa, narrativa, tabellare) e determina se serve una fonte numerica, una procedura narrativa, una stima o una combinazione di questi elementi
Definizione del livello di dettaglio attraverso le disaggregazioni (per genere, paese, tipologia di rischio, prodotto, area geografica), che se trascurate producono un dato formalmente presente ma metodologicamente insufficiente
Mappatura delle responsabilità e delle evidenze: ogni dato dovrebbe avere un responsabile interno, una fonte documentale e una modalità di verifica, trasformando lo strumento in una vera matrice di responsabilità aziendale
Gestione temporale e l'interoperabilità: l'applicazione progressiva per classi dimensionali orienta la pianificazione pluriennale, mentre i collegamenti con SFDR e altri riferimenti UE permettono di riutilizzare lo stesso dato in più flussi di rendicontazione, riducendo duplicazioni e incoerenze
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