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CSRD, Normativa Europea e OMNIBUS

  • Immagine del redattore: Finnovationsrl
    Finnovationsrl
  • 6 ore fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Negli ultimi anni, l’Unione Europea, nell’ambito del Green Deal Europeo, ha rafforzato il proprio impegno verso la sostenibilità, introducendo numerose regolamentazioni volte a integrare principi ESG nel tessuto economico. Tra queste: 


  • la CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive), che rende il report di sostenibilità parte integrante della relazione finanziaria; 

  • la CSDDD (Corporate Sustainability Due Diligence Directive), che obbliga le aziende a identificare e risolvere gli impatti negativi lungo la catena del valore; 

  • la Tassonomia EU, che guida gli investimenti verso attività sostenibili; 

  • la CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism),  che impone una “tassa” sulle importazioni di merci ad alta intensità di Co2.


Tutte queste norme hanno recentemente subito modifiche nell’ottica di semplificare e rendere più efficiente la loro applicazione. Nell'ottica di rafforzare la competitività dell'UE, infatti, il Consiglio UE ha recentemente dato il via libera definitivo alla semplificazione degli obblighi delle imprese in materia di rendicontazione di sostenibilità e di due diligence attraverso il cosiddetto “Pacchetto Omnibus”, provvedimento che ha l’obiettivo di semplificare e allineare il modello normativo relativo alla rendicontazione di sostenibilità e al sistema di due diligence.


Direttiva

ELEMENTI

REQUISITI PRECEDENTI

MODIFICHE OMNIBUS

CSRD

Dimensione

azienda


2 dei seguenti requisiti: 


-Dipendenti almeno 250; 

-Fatturato 50 mln;

-Patrimonio netto 25 mln

Imprese UE

Più di 1000 dipendenti; 

Fatturato > €450 mln


Imprese Extra-UE:

Fatturato > €450 mln

Soglia per le imprese 

Fatturato €150 mln 

Fatturato €450 mln

Asseverazione bilancio 

Reasonable assurance (revisione approfondita)

Solo Limited assurance

Doppia materialità

Obbligatoria (materialità finanziaria e impatto)

Mantenuto

Standard specifici per settore ESRS

Standard di reporting specifici per settore obbligatori da introdurre

In fase di revisione 

CSDDD

Ambito di applicazione

Intera catena del valore

Solo fornitori diretti 

Valutazione del rischio dei fornitori

Solo fornitori indiretti

Solo fornitori diretti a meno di rischi concreti 

Monitoraggio dei fornitori

Annuale

Ogni 5 anni 

Sanzioni 

Non inferiori al 5% del fatturato globale

Rimossa

TASSONOMIA UE

Regolamento sulla Tassonomia

Reporting obbligatorio

Reporting parzialmente volontario per le aziende soggette alla CSRD

CBAM

Aziende interessate

Importatrici di beni regolamentati da Paesi Extra UE

Solo aziende che importano almeno 50 tonnellate all’anno da Paesi Extra UE

La modifica più rilevante introdotta dalla Direttiva OMNIBUS I riguarda l'innalzamento delle soglie dimensionali per l'obbligo di rendicontazione societaria di sostenibilità.

Nella versione originale della CSRD, l'obbligo si applicava a tutte le grandi imprese che soddisfacessero almeno due dei tre criteri (totale attivo, ricavi netti, numero di dipendenti). La Direttiva 2026/470 restringe significativamente questo perimetro, limitando l'obbligo individuale alle imprese con:

  • ricavi netti superiori ad euro 450.000.000

  • un numero medio di dipendenti superiore a 1.000


Le modifiche alla CSDDD hanno prodotto un effetto ancora più drastico in termini di riduzione del perimetro applicativo:

  • la soglia dei dipendenti viene innalzata da 1.000 a 5.000 

  • la soglia dei ricavi netti mondiali viene portata da euro 450.000.000 a euro 1.500.000.000


Sempre in ottica di semplificazione, a seguito dell’entrata in vigore del pacchetto Omnibus si è previsto un atto di revisione degli ESRS (European Sustainability Reporting Standards), volto a rimuovere i datapoint meno rilevanti, dare priorità agli indicatori quantitativi e garantire maggiore chiarezza sul principio di materialità.

Inoltre, per quanto riguarda la revisione delle informazioni, le aziende resteranno soggette solamente alla “limited assurance”, ossia a un controllo meno stringente. La bozza di revisione degli ESRS, elaborata dall’EFRAG nel 2025 su mandato della Commissione Europea, introduce significative semplificazioni per ridurre l’onere amministrativo sulle imprese, prevedendo una riduzione di oltre il 50% dei datapoint obbligatori, mantenendo al contempo l’allineamento con il Green Deal Europeo.

Novità sono state introdotte anche al Regolamento “Tassonomia UE” tra cui l’adozione di una soglia di materialità. In questo caso le imprese non finanziarie hanno la facoltà di escludere dalla valutazione di ammissibilità le attività che non superano il 10% del loro fatturato totale. 


Infine, il pacchetto Omnibus ha apportato modifiche anche al Regolamento CBAM il quale restringe l’ambito di applicazione solo alle aziende che importano almeno 50 tonnellate all’anno di beni regolamentati.


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