Gender Equality e consulenza DEI
- Finnovationsrl

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Il principio di parità retributiva, sancito dall’Articolo 37 della Costituzione, sta vivendo una fase di profonda evoluzione sotto la spinta delle recenti direttive europee. L’obiettivo principale è il superamento del gender pay gap, trasformando l’equità di genere in una pratica operativa per ogni realtà lavorativa.
Per quanto il Gender Equality Index 2025 mostri segnali incoraggianti, il divario salariale rimane una sfida aperta in tutta l'Unione Europea. L'Italia occupa attualmente il dodicesimo posto della classifica continentale, un dato che mette in evidenza i progressi compiuti negli ultimi anni ma ribadisce l’urgenza di intervenire sulle fragilità strutturali del nostro sistema occupazionale.
In questo scenario, la Direttiva UE 2023/970 sulla trasparenza retributiva, che entrerà pienamente a regime a giugno 2026, rappresenta un vero spartiacque normativo.
Le imprese con oltre 100 addetti avranno l'obbligo di rendicontare i compensi in base al genere e dovranno giustificare o sanare immediatamente ogni scostamento superiore al 5%.
Le novità inizieranno già nella fase di selezione, con l'obbligo per i datori di lavoro di indicare chiaramente la fascia salariale negli annunci e il divieto assoluto di indagare sulla retribuzione passata dei candidati.
Parallelamente, ogni dipendente acquisirà il diritto di conoscere i criteri alla base del proprio stipendio e i livelli medi percepiti dai colleghi in ruoli analoghi.
Al di là degli obblighi di legge, la trasparenza si rivela un acceleratore strategico per le politiche di Diversity, Equity and Inclusion (DEI).
Questo impegno si allinea perfettamente con gli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e con la Missione 5 (inclusione e coesione) del PNRR, trovando nella certificazione UNI/PdR 125:2022 uno strumento operativo fondamentale.
Tale certificazione, volontaria e aperta a tutte le organizzazioni, con eccezione delle partite IVA senza addetti, richiede l'adozione di un sistema di gestione dedicato alla parità di genere, monitorato attraverso KPI suddivisi in 6 aree di valutazione:
cultura e strategia;
governance;
processi di gestione delle risorse umane;
opportunità di crescita e inclusione delle donne;
equità retributiva di genere;
tutela della genitorialità e conciliazione vita-lavoro.

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